Società Editrice Il Ponte Vecchio – 2026
“Ho scritto Crimini della Sicurezza perché sentivo il bisogno di fermare il silenzio che arriva dopo certe morti,
quelle che durano il tempo di un titolo di giornale, di una fotografia sfocata, di poche righe lette in fretta prima che il mondo ricominci a correre. Ma dietro ogni morte sul lavoro esiste una vita intera: una madre che aspetta, una stanza rimasta identica, un sogno interrotto all’improvviso, un amore che continua a cercare voce…
In queste pagine ho raccolto storie vere. Ho ascoltato famiglie, attraversato testimonianze, custodito fotografie, parole, ricordi. Ho cercato di entrare nelle vite di chi non è più tornato a casa dal lavoro e di chi è rimasto a vivere dentro quell’assenza. Non volevo raccontare soltanto il momento della tragedia, ma ciò che accade dopo: il rumore delle case cambiate per sempre, il peso degli oggetti lasciati indietro, il dolore che continua a camminare accanto ai vivi.
Il libro si apre con storie come quelle di Luana D’Orazio e Anila Grishaj, due giovani donne spezzate dal lavoro in circostanze diverse ma accomunate dalla stessa fragilità del sistema della sicurezza. Da lì prende forma un percorso fatto di racconti narrativi, ritratti biografici e poesie civili dedicate ad altre vittime che hanno attraversato la cronaca nazionale.
Ogni testo nasce dal desiderio di restituire identità a chi è stato ridotto a numero. La prosa presente nel libro entra nei dettagli quotidiani: una colazione preparata all’alba, una telefonata mancata, un pallone lasciato in un cortile, una madre che continua ad aspettare il rumore delle chiavi nella porta. La poesia, invece, cerca ciò che resta invisibile, cioè il vuoto, il silenzio, la memoria, la rabbia, l’amore che sopravvive persino alla perdita. Ho voluto costruire un memoriale contemporaneo, un libro che fosse insieme testimonianza e coscienza civile. Credo che la letteratura abbia ancora il compito di guardare dove spesso lo sguardo collettivo si ritrae: nei cantieri, nelle fabbriche, nei reparti industriali, nei luoghi in cui il lavoro dovrebbe significare dignità e invece troppo spesso diventa ferita.
Crimini della Sicurezza non è soltanto un libro sulle morti sul lavoro. È un libro sui vivi, sulla memoria e sulla responsabilità. È il tentativo di trasformare la cronaca in presenza umana.
Buona lettura!”
Yuleisy
Crimini della Sicurezza è un’opera di narrativa civile e poesia contemporanea che affronta uno dei temi più urgenti del nostro tempo: le morti e i gravi infortuni sul lavoro. Attraverso racconti ispirati a storie vere e poesie di intensa forza evocativa, il libro restituisce identità, memoria e dignità a donne e uomini le cui vite sono state spezzate mentre svolgevano il proprio lavoro.
Ogni capitolo nasce da un lungo lavoro di ascolto e documentazione condotto dall’autrice insieme ai familiari delle vittime, che hanno condiviso ricordi, fotografie, testimonianze e frammenti di vita. Ne emerge un memoriale contemporaneo che va oltre la cronaca per raccontare persone, affetti, sogni, progetti e legami interrotti. Tra le storie raccolte figurano quelle di Lorenzo Parelli, Luana D’Orazio e di molte altre vittime che hanno segnato la coscienza del Paese.
L’opera intreccia una prosa essenziale e intensa con una poesia civile capace di trasformare il dolore individuale in riflessione collettiva. Il risultato è un libro che invita il lettore a interrogarsi sul valore della sicurezza come diritto fondamentale, sulla responsabilità sociale e istituzionale, sul significato della memoria e sul dovere di non lasciare che queste vite vengano dimenticate.
La presentazione del volume diventa anche un momento di confronto aperto sui temi della prevenzione, della cultura della sicurezza, della gestione del lutto e della tutela della dignità umana.
Crimini della Sicurezza nasce dalla convinzione che la letteratura possa contribuire a costruire una memoria collettiva e a promuovere una cultura della responsabilità. È un libro che invita a ricordare che dietro ogni incidente sul lavoro non esiste soltanto un fatto di cronaca, ma una persona, una famiglia e una comunità chiamata a non dimenticare.