Amo la poesia nuda
che nasce con la libertà di trasformare
un paragrafo in versi
e i versi in vita,
che cresce con la libertà di mescolare
tutti i generi letterari
e fare convivere tutti insieme,
relazionati, amalgamati,
senza automatismi.
La poesia nuda è libertà
che libera la parola
nella spensieratezza del gioco;
il suo linguaggio disarma azzardando,
scioglie tutte le definizioni e tutti i limiti
per essere quello che è: nudo corpo
vestito da emozioni.
“Inventario delle cose perdute” è un viaggio zigzagante ed evanescente fatto dentro e fuori me stessa.
Questo viaggio parte da una dimensione cosmica di apertura verso un mondo sconosciuto e poco a poco si canalizza in una
dimensione d’incontro con il mondo interiore che usa come unico linguaggio possibile le emozioni. Attraverso le parole, con l’immaginazione, approdo ai luoghi della quotidianità, dove il tema amoroso non è mai secondario a quello dei valori umani. Tramite questa raccolta ho cercato di mostrare il locus intimo della mia ispirazione lirica, dove i sentimenti scorrono con un movimento vorticoso e coesistono con le immagini e le idee astratte, che m’investono nella realtà e nel sogno.
Questa raccolta comprende testi scritti in diversi momenti e vuole essere una guida per comprendere le mie incertezze, le mie curiosità, il mio pellegrinaggio e le mie interrogazioni.
Essendo io un’immigrata e avendo trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Cuba, credo che il mio modo di scrivere nasca dall’intreccio o dalla parziale fusione di costellazioni culturali differenti. Mi auguro che il mio intento poetico arrivi ai vostri cuori. YCL
